Il Monolito Antidistrazione
Il Momento
Il 29 agosto ho finito di sistemare il mio ambiente digitale.
Non volevo semplicemente cambiare qualche impostazione. Volevo che telefono e Mac fossero più semplici da usare.
La domanda che mi sono fatto è stata molto semplice: questa cosa mi serve davvero?
Se la risposta era no, l’ho tolta.
Ho cercato di usare software libero quando esisteva una buona alternativa, lasciando invece quello proprietario quando era realmente necessario.
Non per fare una gara a chi ha meno applicazioni.
Semplicemente perché non voglio passare la giornata a gestire cose che non mi servono.
La Risonanza
Sul telefono ho fatto la stessa cosa.
Ho eliminato Life360 e le applicazioni che non mi servivano davvero.
Google Maps è stato sostituito da HERE WeGo e per la posta uso K-9 Mail invece di Gmail.
Su GrapheneOS ho mantenuto Google Play services dove mi servono davvero, soprattutto per applicazioni come WhatsApp e quelle bancarie.
Non ho quindi cercato di eliminare Google a tutti i costi.
Ho cercato di usare soltanto quello che mi serve.
Per le applicazioni libere uso F-Droid. Quando mi serve un’applicazione proprietaria che non ha una buona alternativa, uso Aurora Store.
Anche la schermata del telefono è diventata molto più semplice grazie a Onlauncher. Meno notifiche, meno colori e meno cose che cercano continuamente la mia attenzione.
L’Attrito
La stessa pulizia l’ho fatta sul Mac.
Ho ridotto le applicazioni, il Dock e le notifiche.
CotEditor rimane il posto dove scrivo e VSCodium quello che uso per sviluppare.
Il resto deve avere un motivo per stare lì.
Anche la rete grazie a NextDNS segue la stessa idea: meno servizi inutili e un filtraggio che mi aiuta a tenere fuori quello che non voglio.
Il profilo Finanza è l’eccezione più evidente, perché lì devo tenere le applicazioni bancarie che mi servono realmente.
E va bene così.
Non voglio una tecnologia perfetta sulla carta.
Voglio una tecnologia che funzioni bene nella vita reale.
La Quiete
Alla fine il risultato è abbastanza semplice.
Quando guardo il telefono non mi trovo davanti un catalogo di applicazioni.
Quando apro il Mac non devo attraversare mille cose prima di iniziare quello che voglio fare.
Le notifiche sono poche.
Le applicazioni inutili non ci sono.
Quelle necessarie rimangono.
Per me il Monolito Antidistrazione significa proprio questo.
Non eliminare la tecnologia.
Eliminare quella parte della tecnologia che non mi serve e che continua a chiedermi attenzione.
Così il telefono torna a essere un telefono.
Il Mac torna a essere un computer.
E io posso tornare a fare quello che avevo deciso di fare.